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Andrea Latina

Pubblicato da
Andrea Latina
il 31 luglio 2007

LO STRANIERO (Charles Baudelaire)

«Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?

- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

- I tuoi amici?

- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

- La patria?

- Non so sotto quale latitudine si trovi.

- La bellezza?

- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
- L'oro?

- Lo odio come voi odiate Dio.

- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?

- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!»

Charles Baudelaire – Lo Spleen di Parigi

commenti

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Andrea Latina - 31/07/2007 - 20:02:27
Scusarti? ma se ho detto che mi ha fatto piacere l'abbia messa pure tu :-D
Estraniarsi... ma no... anzi è un modo per affrontare meglio la vita!
Utente disattivato - 31/07/2007 - 19:57:40
Non l'avevo letto scusami. :)

Comunque vedi molti pensano che estraniarsi conpoesie del genere sia una fuga dalla vita : non credo proprio. E' cercare di uscire da certi contesti pesanti della vita per ritrovarsi e anche per capire cosa stiamo perdendo.

Andrea Latina - 31/07/2007 - 19:51:56
Andreasblue, Corrispondenze l'avevo pubblicata già qualche post fa... è una delle mie preferite in assoluto... mi fa piacere l'abbia messa pure tu.
I fiori del male è uno di quei libri che porterei in un'isola :)
Utente disattivato - 31/07/2007 - 19:49:09
Charles Baudelaire, I fiori del male - Spleen e ideale
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La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti

confuse parole; l'uomo vi attraversa foreste di simboli, che

l'osservano con sguardi familiari.

Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e

profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi,

colori e suoni si rispondono.

Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi

come prati - altri, corrotti, ricchi e trionfanti,

che posseggono il respiro delle cose infinite: come l'ambra, il

muschio, il benzoino e l'incenso; e cantano i moti dell'anima e dei

sensi.



ELEVAZIONE di Charles Baudelaire



Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli, delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari, oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate, spirito mio tu ti muovi con destrezza e, come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde, spartisci gaiamente, con maschio, indicibile
piacere, le profonde immensità.

Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi, va' a purificarti nell'aria superiore, bevi come un liquido puro e divino il fuoco chiaro che
riempie gli spazi limpidi.


Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori che pesano con il loro carico sulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosa slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole, saettano liberamente verso il cielo del mattino; colui che vola sulla vita e comprende agevolmente il
linguaggio dei fiori e delle cose mute.



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