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Luca Mesini

Artista - iscritto il 27 gen 2008

Sulla mia produzione, ho sempre disegnato per i ragazzi e le persone che avevo intorno – continuo a farlo pubblicando qui (dove cliccando sui tasti “download” a destra di ogni figura si apre l'anteprima grandissima, si può analizzare il disegno davanti al naso come in un museo) e questi, se vogliono, se lo scaricano e se lo stampano... oggigiorno non posso più andare in giro e quindi, qualsiasi ragazza o persona – se trova un disegno che Le piace, se lo prende e se lo stampa d qua :)

Siamo sicuramente una famiglia d'artisti... Recentemente ho coniato per me stesso l'identità di “figurativista ellittico per eredità artistica” e la cosa potrebbe risultare non chiara senza dei riferimenti al lavoro di mio nonno fu Mario Mesini. Ai giorni nostri la “storia” si fa più chiara. Libri come questi (Ceramiche Lenci 1928-1964. Catalogo dei Gessi - Sagep Editori) e altri di facile reperibilità (Eccentricity arti applicate a Torino 1945-1968 Museo Int Arti Applicate) “suonano” compiuti all'esistenza di mio nonno e del suo lavoro (che troviamo anche negli elenchi dei “modellisti” per la Lenci per i tipi di Allemandi di Torino), là ove la storia “coniò” anche un altro particolare suffisso artistico, a questo stile particolare, ergo quello della “ceramica eccentrica” stimolata altresì da altri lavori grafici come quello di Tito Varisco per i tipi della RAI nel turbinio di quelle proiezioni ellittiche.

L'attività “artigiana” di alto lignaggio professionale portò a “crescermi” al severo monito di non farmi mai passare per la testa di voler far l'“Artista” – probabilmente per l'enorme difficoltà nello farsi pagare, sorta di incubo per il quale la famiglia non voleva ricadesse la stessa pena sui figli e sui nipoti... (circostanza sul quale controaltare, ai miei tempi eppure, credo, anche oggi, si sostituiva, invece, la virtù del lavoro operaio, a stipendio fisso... garantito e indeterminato).

Invero, non sono queste le cose di cui si sa nei libri di storia (ovvero delle competenze e delle retribuzioni e di quelle “circostanze” che sovente portano un uomo a lavorare senza riuscire a farsi pagare per tempo, per via della crisi e di altre “opportune, meditate” strategie) ... sovente bisognerebbe, invece, fare un lavoro operaio sul serio (anche se di alto livello artistico o responsabilità) per capire realmente quanto si fatica, per vivere... e ottenere giustizia.

... non potendo rinnegare certe virtù ed essendomi introdotto naturalmente nel mondo specializzato della grafica (ai tempi nativi del Macintosh a Torino, circa 1988 a seguire, quindi nel pieno della rivoluzione “Apple” di quell'arte o quella scienza), dopo i miei studi propedeutici al Colle don Bosco... mi sono inserito in quel mondo (operaio) che tutti speravano e non ho mai avuto un felice rapporto né alla mia naturale vocazione creativa e disegnatoria (che si è snodata nel ristretto circolo dei miei amori e delle mie amicizie, quindi nella naturale vita di relazione) né, culturalmente, sapendo creare un rapporto positivo con questo mondo (quello dell'Arte) che anzi mi trova sovente molto critico quando non perplesso, credo per via dell'alto livello qualitativo e tecnico che ereditai da mio nonno e da mio padre (anche se ovviamente, eredità non operativa ma basata solo sulla conoscenza del risultato finale dei prodotti finiti... ed “ascoltando” mio padre e mio nonno vedendoli progettare e lavorare).

Quando girando per casa ti trovi sempre vicino tuo padre che lavora su opere di questo tipo (qui in una serie di ritratti a china dedicati a mia madre, vedete la foto el ritratto a seguire) è naturale voler prendere la matita in mano, ma quasi impensabile pensare di arrivare un giorno ad eguagliare questi livelli. E se in casa ci sono pure le opere del nonno... è anche peggio.

... il tempo mi ha comunque portato a capire che, in ogni caso, non si disegna per “eguagliare” (anche se un bambino cresce comunque per imitazione) ma per far fiorire quella che sarà, infine, la naturale vocazione al disegno, sorta di “genio” che profilandosi al suo tempo presente, prenderà vie sue proprie, afferenti la persona particolare.

Oggi per me il disegno è una forma di vita altra, la quale sceglie, probabilmente a caso, delle persone “preposte al gesto” e cerca di utilizzarle o usarle per esistere: né sapremo certe cose (né vedremo certe figure nei disegni) finché qualche disegnatore, anche senza guadagnarci niente – non prendesse la matita in mano per dire “sì” a quel bisogno che gli nasce, vigoroso, dentro.

E' una sorta di condanna e sovente si dice di No, perché la società insegna che se quello che fai non vale nulla in denaro, allora non serve a niente – speculando su quell'intuito che invece molti maturano capendo che, paradossalmente, dal momento in cui diamo un valore in denaro a qualcosa: quella cosa, perde di valore...

Il bello (o il piacevole, l'esatto, il giusto) ha varie forme per dirsi tale, nei secoli... e la diversità che prende, di generazione in generazione, il “gesto” è forse Lei stessa alla base di tutta quella che è la naturale evoluzione artistica nella storia, come appunto posso solo timidamente dimostrare nel video a seguire ove...

...con questo non vorrei dimenticare tutto il resto che debbo ritenere molto più importante riguardando me stesso e il mio tempo presente, cioè l'eredità del corso attuale delle cose che, divieti o meno in famiglia, sboccian sempre come un fiore... (consigliata visione – vedi rotellina – almeno a risoluzione 360 el tempo di lasciare che carichi la sequenza video).

Noi non siamo di quei che sanno farsi molti soldi (altri se li fanno al posto nostro anche dopo decenni... seminiamo bene) (anche giustamente, per carità: non è il “soldo” che ci guida ol “guadagno” il “primo fiore” della nostra ragion del vivere...) né amiamo l'autoproclamazione o quel vago sentimento soverchiante che sovente inquina il mondo dell'arte appesantendo caratteri e personalità di persone che diventano più importanti loro del lavor che sanno fare (sovente male); come suol dirsi nel settore... possiamo giusto essere critici quando non un poco permalosi là dove sapendo far bene certe cose: ci vien da fare certe facce di fronte all'azzardo di cert'altre.

Ciò detto ... ci conviene chominciare.

La mia biografia è sempre un disastro perché parlo sempre d'altro (non che nei miei blog la cosa sia tanto diversa). Se la “biografia” intende parlare della vita reale per tappe: ciò dovrebbe quindi aiutarmi nello dire che…

…nasco a Torino il 23 gennaio del 1966 e presto, per via del lavoro di mio padre, mi trasferisco prima a Buttigliera Alta, poi a San Giorio di Susa e infine a Bussoleno, creando così il tipico retaggio valsusino della mia formazione sentimentale e umana (trattandosi del circondario della Provincia di Torino verso i Monti sopra Bardonecchia e Ulzio, dove nacque mia madre).

Non ho mai avuto altri contatti, con le generazioni precedenti ai miei genitori, quindi credo che il mio carattere si sia profilato perfetto a quel tipo di ordine e ragionamento tipico dell'asse sabaudo della città capoluogo di provincia del Piemonte, antico accampamento romano, sui quali lidi si sono poi intrecciate tutte le mie storie amorose (ergo crearsi in me un certo tipo di identità al femminile che potremo associare alla “signorina piemontese”) – per bene, a modo, riservata, sovente geniale.

Trovo anche molto congeniale il sistema urbano: praticamente costruito su linee parallele e poi traverse a 90 gradi su queste (gli incroci), diverso a esempio dall'asse circolare milanese, per dirne una – o al caos romano, per dirne un'altra.

Crebbi insomma fra le alpi torinesi e nel primo fiore dei boschi di castagno e le frazioni di montagna.

Scuola salesiana (un po' per circostanza come sovente succede: sul piano professionale, è stata, però, una grandissima fortuna), poi, finito il militare, al lavoro dal terzo imprenditore che diede fiducia ai nuovi Macintosh (rivoluzionari di un'epoca fiorita in quel momento) a Torino.

Sul finire degli anni ottanta – la mia storia professionale iniziò a Torino stabilmente operativa nel 1990 – fino al 2005.

Poi il trasferimento in astigiano.

In tutto questo, a parte seguire da bambino mio padre nelle sue mostre ed aiutarlo negli allestimenti, da adulto (20 anni a seguire) sono stato un operaio grafico specializzato esperto nella produzione di qualsiasi prodotto editoriale a stampa – disegnatore artistico, invece, solo sotto la diretta ispirazione delle mie muse ispiratrici ergo le ragazze di cui mi innamoravo alle quali (in termini di disegni) ho praticamente regalato tutto.

L'attività per così dire operaia (il che significa inserito in azienda a conduzione familiare) risale ai 15 anni torinesi, + 2 in astigiano (presso Tipolitografia PIANO in provincia di Asti e Fotolito RICCHINI in provincia di Alessandria) prima di maturare la necessità di esprimermi individualmente, con l'«Immaginario Necessario».

Niente di che: a livello fiscale giusto una partita iva inserita nei minimi (ancora oggi, all'Agenzia delle Entrate ci mettono mezzora per trovarti negli schedari, come categoria...) – 4 anni da imprenditore di me stesso che mi hanno portato alla fine del 2012 a chiudere la partita iva (solo per non aver potuto “traslarla” al regime “normale” per via dei costi troppo eccessivi da sostenere per farlo, chiudendo, però, a credito e inoltre potendo finalmente investire sui miei strumenti di eccellenza professionale, che oggi posso quindi usare con regolare LICENZA – mio sogno, questo, da sempre, per non lavorare c/o terzi): ergo un bel Macbookpro portatile sempre aggiornato, due ottime LUMIX digitali vs. treppiede e una quanto meno FONDAMENTALE Licenza Creative Suite 6 (CS6), ovvero l'Ateneo dell'erudizione Grafica di Produzione & Artistica per chi utilizza questi strumenti per esprimersi nel mondo (quindi per imago e in modo moderno e contemporaneo).

Sotto il profilo artistico la licenza software e hardware mi ha permesso di portare avanti in questi anni il mio ideale proseguimento evolutivo alla natura del gesto, cioè passare i miei disegni dal loro profilo naturale artistico (il disegno a mano libera) finendo poi per indicizzarli, ovviamente, in quei termini di Arte Grafica che ho ereditato dalla mia sonoscenza dei software di impaginazione e di disegno, quali – per concludere: In-Design, Photoshop e soprattutto illustrator.

Per darVi a intendere come opero e come lavoro e là fin dove si è spinta la mia lena artistica (che oggi considero la mia eredità artistica) sarà bene consultare le mie galleria qui su equilibriarte, in special modo questa (facendo click sulla prima, “Alta risoluzione vettoriale”) – e infine farsi un giro nelle mie due pagine facebook (pubblica e privata) dove troverete migliaia di disegni quasi tutti inseriti ad alta risoluzione e facilmente scaricabili e stampabili, per Voi, i Vostri figli, per studio o per diletto.

 

 

Seguo ormai da due anni (dal 2015) in pianta stabile mia madre e quindi, questo riavvicinamento quotidiano ai ritmi familiari, mi porta naturalmente a fiorire là dove ho dovuto – al tempo che ho vissuto, metter da parte l'Arte e la creatività, per via dei continui impegni professionali di caratura operaia, facendo di necessità virtù.

Ad oggi (gennaio 2018) mi conforta aver fatto sempre il mio dovere in termini professionali (mi mancano 120 settimane per rientrare nel minimo requisito richiesto per la pensione minima oppure 55 se con l'accorpamento dei 4 anni del mio periodo con partita iva inserita nei minimi) anche se ritengo che per via dei lumi del mio spirito imprenditoriale, non arriverò mai vivo a quel traguardo :) Perché nonostante la mia attività imprenditoriale, sono stato un imprenditore-operaio, quindi abbastanza atipico, e sulla bilancia dei miei valori, la vis-creativa e la vis-poetica pesano sempre più di quella commerciale.

Se al disagio di aver lavorato sempre in un Team, spalla spalla, per arrivare ogni giorno a un risultato operativo in fase di produzione in “azienda”, non riesco “commiatarmi” (tanto è forte l'adesione al ricordo e alle severe regole che gestiscono quei ritmi, basati su fiducia, operatività e spirito da “assegno in bianco”…) è con lo stesso marcato denominatore che cerco di attivarmi in casa per creare qualche “formula” di produzione artistica che mi permetta di vivere, ergo anche reinvestendo sullo stesso materiale che mi serve per crearla (da facto producendomi in lavori di grafica via email quando richiesto).

Sul fronte artistico e del disegno a mano libera, non sono certo così sprovveduto dal non capire che ciò che disegno sia interessante: soprattutto perché altrove non l'ho mai visto, in quelle fragili siffatte sembianze – e di cose ne ho viste e sfogliate parecchie... ma bontà d'animo e umiltà potrei dire che mi “fregano”, in tal senso, ... e la mia consapevolezza, una volta raggiunta interiormente, non è mezzo da “lavorare” per giungere a fini commerciali che, come l'anamnesi di cui sopra... toglie ogni tipo di valore: alle cose che quel certo tipo di valore, l'hanno.

Artisticamente, poiché il fine precipuo del design è essere riprodotto in serie, sono degno nipote di mio nonno: lui creava e produceva, oltre i modelli, le forme per i colaggi seriali – ed era: produzione. Anche io oggi posso farlo, perquanto come lui: il valore più grande di una cosa è farla e poi trovare la persona alla quale donarla... le cose si fanno: arriva sempre il momento in cui capisci perché. Ed il perché è sempre perché qualcuno se le possa portare via.

Niente di ciò che ho disegnato in più di 30 anni è mai rimasto – è sempre giunto il momento in cui, incontrando qualcuno, gl'occhi al desiderio se lo portavan via... senza prepotenza ovviamente, lo vedi subito dagli occhi e il viso se un disegno piace e così – puoi regalarlo.

Discorsi questi che non fanno neanche rabbrividire un commerciante: semplicemente lo lasciano così... senza avere capito manco il discorso :) Ciò non significa che l'Arte del Commercio non sia un'Arte, bisogna solo averla: io ne ho un'altra :)

In fondo la maggior parte del lavoro di mio nonno è rimasta anonima – altri si fregiano delle sue forme. Quando fondò Ariele ci volle poco per non sopportare più la natura umana, dal momento in cui alcuni entrano in società con altri, ergo lasciò a chi li desiderava, opere, pezzi e forme originali e azienda volentieri – al punto che oggi non siamo neanche nella condizione di comprarci i suoi lavori al mercatino dell'usatoné io farmi un dei libri che negli anni ho impaginato... riconoscere la delicatezza della sua mano, la dolcezza delle espressioni delle sue “pupazze”, sul qual ormai ricercato testimonio ci guadagna qualcun'altro (come è sempre e così sempre sarà nel “mercato insindacabile dell'Arte” :)

Ma in genere del lavoro, se certe situazioni si incastrano come sovente succede.

SUL FONTE CREATIVO ho sempre affiancato l'esperienza professionale, ergo riprendo a scanner tutti i miei disegni, sovente lavoro i file in maniera semplice (come nella tecnica dello sviluppo e del fissaggio di un fotografo tradizionale) e in termini creativi mi sono applicato in quella che ho battezzato l'Arte del Figurativo Ellittico.

La tecnica del Figurativo Ellittico è una formula per identificare la figura nell’armonioso e sintetico principio di semplificazione del raccordo curvilineo. Il risultato di questo processo di studio sprona a una musicalità e modernità figurativa dandole un posto di rilievo naturale al nostro tempo presente in termini di perfezione e qualità di stampa.

Forse quindi anche per via della mia deformazione professionale, molti miei lavori hanno un senso finito nella loro riproducibilità a stampa (aldilà ovviamente dei disegni a mano libera, fonte per imago primigenia senza la quale null'altro avrebbe avuto un senso ed un principio).

Nell'aprile del 2017 apro ufficialmente il “Museo Mario Mesinidedicato a mio nonno Mario Mesini, scultore ceramista diplomatosi a Modena, capostipite di questa nuova generazione di artisti che con mio Padre subito dopo, in me in questi anni e in mia sorella Muriel adesso (al conforto della presenza di nostro fratello Emanuele), ha fatto quadrato, in famiglia, sull'adesione dei principi di apertura e solidarietà che ci hanno sempre caratterizzato, sovente evitando di mettere l'accento su queste eredità artistiche, vista l'abitudine generalizzata che il mondo dell'Arte (ergo il mercato di settore) tende piuttosto a mitizzare, creando forme e formule di ego che non sono aderenti ai principi di praticità artigiana cui si rifanno le gesta del nostro Patrimonio Artistico Nazionale.

Abbiamo aperto questo museo per tutte le Accademie, Scuole d'Arte ed Enti culturali preposti all'uopo d'Italia e in Europa e nel Mondo (facilitando quindi lo spirito di coesione culturale e naturale che è attualmente in essere), là dove siamo un esempio di sensibilità, sia nei manufatti sparsi su tutto il Territorio (nonno ha lavorato per i forni ceramici della Torino del dopoguerra, come modellista creativo ed esperto nella riproduzione delle opere alla loro forma adepta al colaggio seriale: quindi i suoi lavori sono stati esportati fin nelle Americhe).

Speriamo serva...

 

CONCLUDENDO (magari...) – Citare l'amore come fonte di ispirazione, pare oggigiorno grottesco – ma se disegno è solo per questo. E ripeto come altri han evinto prima di me parlando dell'arte in generale, che disegno solo ciò che desidero e amo di più: la donna in genere.

Oggi (ripetiamo questo aggiornamento agennaio 2018) compirò il 23 gennaio 52 anni e la prima parte della mia vita mi ha dato strumenti per capire come esprimermi: però la creatività è ormai al tramonto e quindi mi vedo costretto o limitato a farlo semplicemente come ho capito che si fa.

E sarà quindi questa la mia eredità artistica per i posteri (se via youtube): stimolare i giovani a reagire sempre in positivo alle loro forme espressive senza soffocare le azioni che sono all'origine dei loro gesti: sovente, se le cercano, troveranno una persona ad ispirargliele. Come io ho trovato molte Muse Ispiratrici nella mia vita.

Ritengo quindi il lavoro di un artista e di un disegnatore come una memoria umana: il bisogno insopprimibile di amare e continuare ad amare per sempre ciò che si ama, il bisogno continuo di lodare ai venti ciò che si è evinto come bello e per quello amato e così, sulle quali forme e identità spirituali, ogni uomo cresce scoprendo infine da che cosa è stato cresciuto ed educato.

Io credo di essere stato educato da tutto ciò che di femminile esiste al mondo, e nei miei disegni vengono fuori forme di vita al femminile, a volte segni che sembrano ciò che le donne sono quando non hanno parole per dircelo.

La donna, quindi, in senso lato, alla quale ho messo in dedica tutta la prolusione del mio esistere.

 

PER DISEGNI O COMMISSIONI è sempre operativo il mio mesinilio@alice.it – per avere informazioni aggiornate sulla mia produzione, qui su equilibriarte oppure nelle pagine facebook.

Sugli stessi siti per stamparVi disegni e stare allegri o per riflettere o se laddove qualcuno Vi colpisce abbastanza – per tenerVi compagnia in un libro o in una stanza.

Buon lavoro a tutti.
f.to Luca Paolo Maria Mesini Bentivegna alias Mesinilio Lucanio (LCIIA), cioè lupetto cerbiatto secondo amelie, per via dei toponimi che le varie muse ispiratrici mi hanno affibiato in questi anni.

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