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Alessio Brugnoli

Pubblicato da
Alessio Brugnoli
il 19 agosto 2010

Origini (Parte I)

Depurato da ogni mito, il racconto degli storici latini sull'origine di Roma è riconducibile a tre fondamentali elementi.

Fin dal Nono secolo avanti Cristo sul Palatino, sul Gianicolo e nella zona del foro Boario sono esistiti villaggi. Dall'Ottavo secolo, per influenza della cultura greca, il processo di urbanizzazione si accentua.

A metà del Settimo secolo, il capo della tribù che abitava sul Palatino fonde, con le buone o con le cattive, questi villaggi in un'entità urbana più ampia.

Vent'anni fa ciò veniva considerato irreale. Dieci anni fa, con scoperta di resti archeologici risalenti al 1000 a.C. il primo punto era considerato certo. Cinque anni fa, grazie alle iscrizioni greche a Gabii, risalenti all'Ottavo secolo, poteva essere considerato attendibile anche il secondo.

Grazie al lavoro di Andrea Carandini sul Palatino, vi sono prove dell'esistenza di un capotribù che i posteri chiameranno Romolo.

Negli scavi archeologici sono venuti alla luce prima delle case aristocratiche ad atrio, bellissime, dell'epoca dei Tarquini (del 530 a.C.). Poi le mura fortificate, costruite con grandi schegge di tufo e rinvenute per un tratto di 40 metri, datate tra 750 e 725 a.C. La data coincide con quella tradizionale.

Queste mura furono distrutte all'epoca del re Servio Tullio (circa 579-544 a.C.), che circondò tutti e sette i colli con altre fortificazioni, le Mura Serviane. La zona venne allora utilizzata per una serie di tombe.

Sulla sommità del Palatino esisteva un villaggio molto esteso, ampio 250 ettari, dai tempi dell'età del ferro. Le capanne misuravano m 4,90x3,60 e presentavano sette fori lungo il perimetro ed uno al centro; i fori corrispondevano ai pali che sostenevano l'alzato.

La porta era preceduta da un piccolo portico. Il tetto era di paglia e a spiovente; le pareti erano fatte di canne ricoperte d'argilla. Al centroa c'era un focolare.

Intorno alla metà dell'VIII secolo a.C. ci fu un cambiamento: dove prima c'era una grande capanna ovale vennero costruite due capanne, una delle quali formata da due stanze. Un cambiamento che è contemporaneo alla costruzione delle mura; le due capanne si possono forse interpretare come un tempio ed una reggia. Ma ciò non può dir nulla.

Infine le ultime scoperte. Tracce di un palazzo reale scoperto al Foro Romano, nei pressi del Tempio di Vesta. Nel luogo che nell'età classica era attribuito alla Regia. Carandini ed il suo team hanno dissotterrato tracce di uno splendore regale risalenti all'Ottavo Secolo: un palazzo di 3,700 piedi quadrati, 1,130 piedi quadrati dei quali coperti ed il resto cortile. Vi era un’entrata monumentale, ed elaborati arredi e ceramiche.

Le pareti dovevano essere composte di legno e argilla con un pavimento di legno levigato e di argilla compressa. Sono stati i test condotti sull’argilla che hanno permesso agli archeologi di confermare l’età della scoperta.

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